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mercoledì 10 giugno 2020

Sintesi finale - STEP #24

Dall'arabo "sifr" e dal Latino "zephyrum", cioè segno aritmetico che di per se non ha valore, lo zero trova definizione in diverse discipline: matematiche, filosofiche, artistiche, religiose. 
In questo percorso ho avuto l'opportunità di mettere a setaccio la parola in questione, studiando e approfondendo ogni sua sfaccettatura sotto diversi punti di vista. 
Si è iniziati con un primo approccio etimologico della parola, grazie al quale è stato possibile osservare le molteplici declinazioni che essa può assumere, spaziando in diversi campi semantici: dalle varie proprietà matematiche alle più complesse applicazioni filosofiche fino alla "nullità" dell'universo.
Sin dalla definizione etimologica e concettuale ci si rende conto che il simbolo che rappresenta la parola è proprio sinonimo di perfezione e immutabilità, una sorta di "inclusione" del niente, essendo il circolo a racchiudere il vuoto. 
Da questa osservazione grafica si trovano ben più approfondite discussioni in ambito della nullità, sia in campo religioso (basti pensare a Sant'Agostino per il quale la finitezza delle creature è sintomo dalla loro derivazione dal nulla, e proprio l'uomo al momento della creazione si colloca in uno spazio tra il nulla e Dio), sia in campo filosofico, come può essere testimoniato da Henri Bergson, il quale sostiene che il nulla relativo derivi dalla delusione di un'aspettativa e che descrive la mancanza personale di qualcosa.
In ambito letterario possiamo rintracciare la presenza del concetto già nel grandioso poema epico con il mito di Polifemo e l'astuto Ulisse, sotto il falso nome di "Nessuno", o ancora, in Leopardi, che nello Zibaldone cerca di trovare risposta ai suoi dilemmi denunciando la nullità dell'uomo rispetto al cosmo.
Platone, tuttavia, nel Sofista, si imbatte in una digressione filosofica sulla contrapposizione tra l'essere e il non essere, il quale non può avere parte né dell'unità né della molteplicità, ma può essere definito solo ricorrendo al numero. 
In ambito artistico, il concetto del nulla, come per esempio per Lucio Fontana, è celato dietro una serie di tagli incisi su una tela che raffigurano nello stesso momento l'astrazione dell'annullamento e della costruzione, simbolo di uno stretto rapporto tra essenza e forma.
D'altronde lo zero, nella sua definizione etimologica, è maggiormente associato a un campo semantico scientifico, come, per esempio, l'informatica, la matematica e il progresso scientifico.
Molteplici sono le formule matematiche e fisiche che descrivono una particolare essenza della nostra vita, come nel caso della morte termica, che correlando i principi matematici e teorici, spiega come sia probabile arrivare a una possibile saturazione dell'entropia e l'esaurimento di energia libera nell'universo.
Tuttavia, le formule matematiche sono state oggetto di approfonditi studi e previsioni statistiche nella prima parte dell'anno 2020, a causa della pandemia Covid-19, che ha impegnato molti ricercatori e studiosi a proporre previsioni sull'indice di riproduzione di base del virus.
Pertanto, nella vita quotidiana, possono essere rintracciati molteplici esempi del concetto in questione, come, per esempio, in spot pubblicitari, film e serie televisive, o ancora, in dibattiti matematico-filosofici di studiosi come Odifreddi.
In aggiunta, una tematica ampiamente discussa in ambito informatico è proprio l'intelligenza artificiale e su i suoi possibili sviluppi negativi o positivi, determinati proprio dall'uomo stesso e dall'utilizzo che se ne vuole fare di essa.
La disciplina informatica, oltre ad avere svariate applicazioni pratiche, è basata su dei principi etici che tutelano la privacy e proteggono gli utenti da un utilizzo malevolo e controversie morali oltre a garantire un proficuo sviluppo della stessa.

In generale si può pensare a una visione concettualmente ampia della parola "zero" (schematizzata in una mappa concettuale e un abbecedario) che spazia in molteplici ambiti semantici, come abbiamo visto, non solo in campo matematico-scientifico ma soprattutto in ambito filosofico, proprio come la disciplina dell'ingegneria che trova le sue applicazioni, sì, in situazioni pratiche e tecniche della vita, ma, ancora più importante, queste vengono trovate su una base etica e filosofica applicando conoscenze tecnico-scientifiche con ingegno ed efficacia. 

venerdì 5 giugno 2020

giovedì 4 giugno 2020

Il ragazzo simbolo di un'umanità perversa - serie TV - STEP #22

Prima puntata: un essere fuori dal comune

Peter-e non è un ragazzo come tutti gli altri, ma l’essere fuori dal comune lo rende vulnerabile a discriminazioni e esclusioni sociali da parte dei suoi compagni di scuola. Egli, a causa di una malformazione genetica, è stato costretto a farsi impiantare un braccio robotico frutto di una sperimentazione da parte di suo padre, direttore di un’azienda in via di sviluppo produttrice di parti meccaniche che sfruttano l’intelligenza artificiale.

Seconda puntata: un’intelligenza alquanto speciale

La protesi impiantata non era un semplice braccio meccanico. E’ un sofisticato sistema elettronico neurologicamente collegato al cervello in grado di controllare azioni e pensieri dell’individuo. Il giovane manifesta da subito atteggiamenti anormali e azioni fuori controllo che non vengono giustificati dal padre, bensì celati e fatti passare per una malattia psicofisica del figlio.

Terza puntata: la creazione di un essere mostruoso

Dal continuo tergiversare della questione da parte del genitore del ragazzo, si rivela subito una conseguenza potenzialmente dannosa per l’intera umanità: il giovane, che ha sviluppato una capacità di autoapprendimento e di sviluppo molto più rapida di quella di un comune umano, è ora in grado di controllare e manipolare anche le azioni altrui. Presto il mondo intero sarà a suo servizio.

Commento:

L’intera storia potrebbe essere vista come un’allegoria delle negative o positive potenzialità dell’intelligenza artificiale. Le conseguenze saranno sicuramente positive, a patto che le intenzioni da parte dei ricercatori e le potenziali capacità delle macchine create siano rese note e non nascondano dannose finalità.

mercoledì 3 giugno 2020

Etica informatica - STEP #21

Contestualizzando nuovamente il concetto di zero in ambito informatico (argomento che tocca moltissimo ognuno di noi in questi tempi) si potrebbe parlare del rapporto tra etica e informatica.

 
Il concetto di etica informatica è stato sviluppato alla fine degli anni ’70, quando i computer erano ancora neonati e non esisteva il medesimo rapporto uomo/macchina a cui oggi siamo abituati. Già allora si intuiva quanto impattante avrebbe potuto essere l’information technology sulla vita quotidiana, scatenando domande e perplessità anche di tipo morale.

Lo sviluppo dell’etica informatica va di pari passo con l’evoluzione tecnologica dei computer. Questi strumenti, divenuti oggi di uso comune, sono da sempre soggetti a controversie morali, legate a un loro frequente utilizzo malevolo.


Già nel 1978 si parla di etica dei computer, arrivando a una vera e propria definizione dei comportamenti da mantenere durante il loro utilizzo verso i primi anni ’90. La teoria, che oggi si è evoluta per coprire tutte le sfaccettature implicite nell’approccio al digitale, si propone di sensibilizzare le persone da un punto di vista soggettivo, professionale e sociale.

Nel 1992 sono stati scritti i dieci comandamenti dell’etica informatica che delineano, in generale, i principi che tutti dovrebbero rispettare durante l’utilizzo del calcolatore:

·      il computer non deve essere usato per arrecare danno agli altri;
·      evitare di infastidire gli altri intervenendo sul loro lavoro durante l’uso del pc;
·      rispettare la privacy dei file altrui;
·      il computer non deve essere usato per commettere furti;
·      il furto d’identità non è etico;
·      evitare programmi software non regolarmente acquistati o detenuti;
·      usare risorse informatiche altrui solo se in possesso di un’autorizzazione;
·      rispettare la proprietà intellettuale altrui;
·      pensare sempre alle conseguenze sociali dei programmi che si scrivono;
·      il computer deve essere usato in modo rispettoso.

Tali principi sono tutt’ora validi, ma dovrebbero essere ulteriormente espansi per regolamentare l’utilizzo dei social, la raccolta dei dati personali, il marketing digitale e tanti altri aspetti figli del web 2.0.

giovedì 28 maggio 2020

Lo Zibaldone "del nulla" - STEP #20

Giacomo Leopardi


Un eclatante e ricercato esempio del concetto di zero ritrovato all'interno della raccolta di pensieri di Giacomo Leopardi, lo Zibaldone, è proprio testimoniato da questa sua citazione, dov'egli si interroga ampiamente anche su cosa ci attende dopo la morte, trovando soluzione al dilemma, ancora una volta, nel nulla:




"Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale anche savio, ma più tranquillo, ed io stesso certamente in un'ora più quieta conoscerò, la vanità e l'irragionevolezza e l'immaginario. Misero me, è vano, è un nulla questo mio dolore, che in un certo tempo passerà e s'annullerà, lasciandomi in un vuoto, e in un'indolenza che mi farà incapace anche di dolermi. "
(Giacomo Leopardi – Zibaldone)

mercoledì 27 maggio 2020

L'utopica realtà del mondo delle macchine - STEP # 19

Contestualmente al rapporto tra “zero” in informatica e la vita quotidiana si potrebbe riscontrare il concetto nell’ambito dell’intelligenza artificiale e nell’utopica situazione in cui le macchine sostituiranno gli uomini nel mondo del lavoro.

E’ ciò solo un pensiero utopico o potrebbe addirittura diventare realtà?


Rivoluzione industriale
Si tratta di una questione con cui l’umanità è costretta a fare i conti fin dalla rivoluzione industriale dell’800, e che, legata al tema dell’intelligenza artificiale, è tornata oggi di grande attualità.
Gli apocalittici non hanno dubbi: man mano che l’Ai progredirà, meno persone avranno accesso al mondo del lavoro. Ma la questione non è così semplice.
Se è pur vero che una rivoluzione è in atto, abbiamo tutti i mezzi sin d’ora per compensare chi perderà il proprio lavoro: una tassa sui robot, per esempio, non è un’idea così distante dalle prospettive future.
I più ottimisti sono persino convinti che saranno i robot a salvare il mondo del lavoro, cosa che in parte sta già accadendo in alcuni paesi del Sol levante come il Giappone, in cui le medie imprese hanno pianificato l’acquisizione di robot a tutto spiano per sostituire gli operai che non trovano più.
Il Giappone – come l’Italia, la Corea del sud e tanti paesi occidentali – sta diventando una nazione sempre più vecchia, in cui il numero di lavoratori è destinato, secondo i dati di un rapporto di Mc Kinsey, a diminuire sensibilmente entro il 2040. Di fronte a questo scenario, l’entrata dei robot in azienda è una soluzione tutt’altro che tragica.
Certo, ci sono ancora alcune criticità da risolvere, ma la questione primaria, a questo punto, è fare in modo che l’umanità tragga dall’intelligenza artificiale i maggiori benefici possibili.
Prima di tutto, come ricorda Enrico Marro in un articolo pubblicato sul Sole24ore, basterebbe seguire i consigli dell’Onu, che ha suggerito di abbracciare la rivoluzione digitale a partire dai banchi di scuola: c’è bisogno di creare le competenze necessarie per lavorare con le nuove tecnologie.
Della stessa idee erano già i 400 scienziati – tra cui Stephen Hawking – che nel 2015 firmarono un importante documento in cui venivano stillati punto per punto i benefici che l’umanità potrebbe trarre da queste tecnologie.
Intelligenza artificiale 
Ed è innegabile come già oggi i robot vengano utilizzati in condizioni di lavoro pericolose, per piccole pulizie domestiche o come esoscheletri e dispositivi di riabilitazione.
Insomma, l’intelligenza artificiale rappresenta una risorsa e non un rischio.
Un discorso più approfondito può e deve essere invece affrontato sulla                                                                       questione del libero arbitrio.

Le macchine oggi sono in grado di vedere, sentire e leggere dando un senso a informazioni con un’efficienza che la maggior parte delle volte un umano non potrebbe eguagliare: regolare questo strumento per fare in modo che non si dimostri un’arma a doppio taglio, proprio riguardo la loro libertà d’azione, è una delle vere sfide del nostro tempo.

maggiori approfondimenti sull'intelligenza artificiale:

martedì 26 maggio 2020

Matematizzazione dell'universo - STEP # 18

Edmund Husserl
La prima opera di Husserl, filosofo che ha dato molta ispirazione alla filosofia contemporanea, è la “Filosofia dell'aritmetica, che é dedicata a Brentano, dal quale Husserl riprende il concetto di intenzionalità come carattere costitutivo degli atti psichici che 'tendono' sempre necessariamente verso il loro oggetto. Su questa base, Husserl considera la genesi del concetto di numero : esso a suo avviso deriva da un atto unitario della mente, che dirige intenzionalmente la sua attenzione su molteplicità di oggetti riuniti in 'aggregato' specifico (ad esempio un insieme di mele). A partire da questo, esso procede a ricavare per astrazione il concetto generale di aggregato, concepito come collegamento collettivo delle unità costitutive di una molteplicità; procedendo a contare tali unità, si arriva al concetto di numero. Husserl riconosce l' esistenza autonoma dei numeri come forme generali, cioè come strutture rappresentative costanti del soggetto, le quali condizionano l'attività conoscitiva, ma nella misura in cui descrive tali strutture nella loro genesi e organizzazione mentale, resta ancora vincolato allo psicologismo.

(In seguito ad una recensione critica di Frege, apparsa nel 1894, che Husserl rimprovera di confondere ancora il piano logico con quello psicologico, e alla lettura di Bolzano, Husserl si allontano a poco a poco dallo psicologismo. Riconosce che la logica per compiere ragionamenti o deduzioni corrette, ma ha a che fare anche con il significato dei concetti e, quindi, con il loro contenuto oggettivo. Si pone dunque la necessità di affrontare il problema delle relazioni tra logica e psicologia e Husserl lo fa con lo scritto Ricerche logiche.)

maggiori dettagli della sua filosofia:

mercoledì 20 maggio 2020

Numero e lettere: ABC dello zero - STEP #17

Assoluto
Binario
Carattere
Decodificare
Effimero
Fantascienza
Grandezza
Hacker
Inconsistenza
Limite
Morte termica
Nullità
Origine
Privazione
Quantità
Reale
Sublime
Teorema
Unicità
Valore
Zellini

lunedì 18 maggio 2020

Odifreddi: un testimonial d'onore - STEP #16

L'unica critica, benché sostanziale, che si possa oggi fare a Parmenide è di aver confuso la sintassi con la semantica e di non aver capito ciò che aveva dimostrato: non la contraddittorietà del non-essere come entità, ma l'inconsistenza dell'esistenza come predicato. Non bisogna comunque essere troppo severi con Parmenide, benché la sua incomprensione ontologica del non-essere abbia avuto il bel risultato di impedire per quasi due millenni lo sviluppo di una concezione occidentale dello zero in matematica e del vuoto in fisica.


Odifreddi in uno dei suoi dibattiti matematico-filosofici
Questa è una delle tante citazioni di Piergiorgio Odifreddi,  matematico, saggista e accademico Italiano tuttora in servizio e in continuazione al centro dell’attenzione della stampa, date le sue grandi doti critiche e le sue più famose citazioni in ambito matematico-filosofico.


maggiori informazioni sulla vita del matematico possono essere trovate sul sito:

venerdì 15 maggio 2020

La morte termica - la "fine" dello sviluppo - STEP #15

Il “rapporto sui limiti dello sviluppo”, commissionato dal Club di Roma, un'associazione di industriali, scienziati e giornalisti che, basandosi su (primitive, al tempo) simulazioni al computer, raccontavano lo stato del pianeta e delle risorse, della popolazione umana e dei sistemi naturali. Non era un libro di previsioni, ma solo di idee, suggerimenti e allarmi su come affrontare i problemi che, presumibilmente, si sarebbe trovato di fronte il nostro pianeta nel giro di pochi anni. «Badate», dicevano gli autori, «che il pianeta è limitato, e lo sviluppo economico e soprattutto sociale non può proseguire molto a lungo senza andare a scontrarsi con i confini fisici del pianeta.» Il libro diede il via a una serie di altre analisi della situazione della Terra basate su "mondi" costruiti al computer, via via più sofisticati.

Nello scenario dei “limiti dello sviluppo” si potrebbe parlare di morte termica, che avrebbe come conseguenza l’assenza di vita nell’universo.

Lord Kelvin
L'idea fu proposta da Lord Kelvin a partire dal 1851, partendo da osservazioni di Sadi Carnot del 1824 sulla perdita di energia meccanica sotto forma di calore.
Il teorema di Nernst è un importante risultato teorico che stabilisce che l'entropia di un sistema termodinamico (isolato) alla temperatura dello zero assoluto è una costante ben definita. Il terzo principio è conseguenza teorica e matematica del secondo.
Contrapposta alla "predizione" di una morte entropica dell'universo che è derivata dal secondo principio e in un orizzonte temporale non calcolato a priori, sul terzo principio alcuni basano la ricerca e possibilità tecnica di un prolungamento indefinito della vita dei singoli mediante ibernazione alla temperatura dello zero assoluto e stato di minima entropia, finora senza esito con nessuna forma di essere vivente.
Dunque Il secondo principio della termodinamica afferma che in un sistema isolato l'entropia tende ad aumentare nel tempo in modo irreversibile. L'universo delimita il perimetro di un sistema isolato, per cui è valido il secondo principio ora enunciato: se l'universo vive per un tempo sufficientemente lungo, raggiungerà asintoticamente uno stato nel quale tutta l'energia è uniformemente distribuita in tutte le direzioni dello spazio, e non saranno più possibili processi energetici (inclusa la vita).

" The Big Freeze"
Per questo si potrebbe avere in un futuro indeterminato una saturazione di entropia e l’esaurimento di energia libera che non permetterebbe più lo sviluppo della vita.


ulteriori approfondimenti del concetto:

mercoledì 13 maggio 2020

Paziente ZERO - STEP #14

In queste ultime settimane si è parlato molto del così chiamato “paziente zero”, ossia del primo caso di Covid-19 in Europa, che avrebbe trasmesso il virus nel nostro continente in ritorno dalla Cina.
Ma chi è nello specifico costui?
Si sospetta proprio che sia un uomo di 33 anni, originario di una cittadina vicino a Monaco, in Germania, che potrebbe essere stato il primo europeo ad aver contratto l'infezione del nuovo coronavirus e ad averla inconsapevolmente trasmessa nel Vecchio continente, Italia compresa. Ad avanzare questa ipotesi sono stati diversi scienziati e medici tedeschi, che lo hanno comunicato attraverso una lettera pubblicata sul New England Journal of Medicine.


Grafico dei contatti dei successivi pazienti con il paziente zero.


Link della lettera presente nel giornale Americano:

L'informatica nella sua declinazione filosofica - STEP #13

Una delle discipline più importanti nell’ambito dell’ingegneria è l’informatica ed ogni sua declinazione nei vari settori. Quest’ultima rappresenta proprio la base per molte applicazioni elettroniche e tecnologiche che hanno un’altissima rilevanza nella nostra vita quotidiana, ormai fondamentali in quest’era.
Più nello specifico, il concetto di “zero” è uno dei due elementi che compone il linguaggio informatico, quello binario.

D’altronde, se volessimo pensare più in modo “filosofico”, in questa disciplina esiste un file che rappresenta il nulla, che si chiama /dev/null, ed uno che rappresenta lo zero, /dev/zero. Tutti i dati scritti in questi file speciali vengono eliminati, mentre la lettura da questi file restituisce un End Of File nel caso di /dev/null e un byte di valore 0 nel caso di /dev/zero.
La presenza di questi file può sembrare inutile, ma ha invece un largo utilizzo. Ad esempio grazie alla redirezione degli stream, si può mandare l'output del programma (o parte di esso) nel nulla invece che stamparlo sullo schermo. Con il seguente comando bash si cancella il file appunti.txt nel caso che esista, senza stampare in alcun caso messaggi sullo schermo (normalmente stamperebbe un messaggio di errore nel caso che il file non esista):
rm appunti.txt &>/dev/null
/dev/zero può anche essere utilizzato, in quanto fonte inesauribile di zeri, per generare un file 'pulito' di dimensione determinata. In questo esempio viene creato un file di nome bar.txt di 1 Kb i cui bytes valgono tutti 0.
#!/bin/bash
dd if=/dev/zero of=bar.txt bs=1 count=1024.

giovedì 30 aprile 2020

Il rapporto tra Dio e il nulla - STEP #12

Jakob Böhme

Il filosofo tedesco luterano Jakob Böhme (1575-1624) riflette ampiamente sul rapporto tra nulla e Dio. In particolare il suo pensiero si sofferma sul mistero della creazione. Secondo la religione cristiana, infatti, Dio ha creato l'universo dal nulla, e prima della creazione non esisteva alcunché, neanche Dio. Dunque il dubbio è su come si sia potuto creare Dio, se prima non esisteva alcunché. Al proposito Böhme afferma che:



"Il Nulla è Dio, e Dio ha fatto tutte le cose dal Nulla, ed è esso stesso il Nulla.
Ma questo Nulla è un Nulla «strano». Non è affatto un Nulla. E allora? Dio
stesso è il «vedere e sentire del Nulla»... ed è chiamato «Un Nulla» (pur
essendo Dio stesso) perché è incomprensibile e ineffabile"

per maggiori approfondimenti:

venerdì 24 aprile 2020

Parametro R0 nel COVID-19 - STEP #11

Un parametro importante in un’epidemia di una malattia infettiva è il cosiddetto R0 (molto sentito soprattutto in questo periodo di pandemia COVID-19), ovvero il “numero di riproduzione di base” che rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto in una popolazione completamente suscettibile cioè mai venuta a contatto con il nuovo patogeno emergente. Questo parametro misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva.
R0 è funzione della probabilità di trasmissione per singolo contatto tra una persona infetta ed una suscettibile, del numero dei contatti della persona infetta e della durata dell'infettività questo ci dice che riducendo almeno uno dei tre parametri possiamo ridurre tale valore e quindi poter controllare, o almeno ritardare, la diffusione del patogeno ad altre persone.

Formula matematica del numero di riproduzione:

R0 (infection / contact) · (contact / time) · (time / infection)


Grafico del parametro R0

Utili riferimenti:

ISS

Protezione Civile (grafici):


sabato 18 aprile 2020

IN TIME - STEP #10

In Time è un film del 2011 scritto e diretto da Andrew Niccol. Le vicende narrate sono ambientate nell'anno 2169, in un’era in cui gli individui sono geneticamente programmati per vivere fino all'età di 25 anni. Da quel momento in poi, attraverso un chip installato nel loro braccio, parte un conto alla rovescia che permette loro di vivere solo un anno al termine del quale sono destinati a morire. Tuttavia, è possibile allungare la propria speranza di vita: infatti il tempo è, in quest'era, divenuto una vera e propria valuta, attraverso la quale la gente viene pagata.


Link al trailer del film: 

lunedì 13 aprile 2020

Il "ciclo dei tagli" di Fontana - STEP #09


 Il pittore Lucio Fontana (1899-1968), italiano di origini argentine, ha fondato il movimento spazialista. In questo manifesto sono poste le basi per una nuova forma d'arte, per la quale è necessario “un cambio nell'essenza e nella forma. È necessario il superamento della pittura, della scultura, della poesia e della musica. È necessaria un'arte che vada più d'accordo con le esigenze dello spirito nuovo”. Nella fase spazialista, Fontana creava opere d'arte incidendo lunghi tagli nella tela bianca. Le sue opere sono espliciti riferimenti al nulla e all'infinito, rappresentati con l'assenza di disegni nelle tele monocromatiche e con gli squarci nelle tele, che rappresentano l'assenza di materia.
Il taglio, dunque, rappresenta una pausa temporale che contiene al suo interno contemporaneamente il concetto di annullamento e quello di costruzione.

 Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1959. Galleria d'Arte del Naviglio, Milano


I "non esseri" e il numero - STEP #08

OSPITE: Quando parliamo dei «non esseri» non mettiamo forse mano ad attribuire loro la pluralità?
E dicendo «non essere» dunque non gli si riporta l'unità?
Eppure noi sosteniamo che non è giusto, né corretto tentare di adattare l'essere al non essere.
TEETETO: è verissimo quel che dici.
OSPITE: Ora concordi che non è possibile enunciare correttamente, né dire e neppure pensare il non essere in sé, ma
che è un qualcosa di impensabile, di indicibile, di impronunciabile, di illogico.
TEETETO: Sì , nel modo più assoluto.
OSPITE: Ma allora ci ingannavamo quando, poco fa, io mi proponevo di dire la più grande difficoltà della questione, ma poi ne abbiamo un'altra ancora più grande?
Come, o stupendo ragazzo! Non capisci che, in virtù di quel che è stato detto, il non essere fa trovare in difficoltà anche chi lo contesta, tanto che chi si mette a contestarlo è poi costretto a dire riguardo a quello delle cose in contraddizione con se stesso?
TEETETO: Come dici? Parla in modo ancor più chiaro.
OSPITE: Non occorre cercare in me nessun'altra cosa più chiara: ponendo infatti che il non essere non può aver parte né dell'unità né della molteplicità, ho detto poco fa e anche ora che lo stesso è uno e infatti io dico: non essere. Tu capisci, certamente.

[…]

OSPITE: Poniamo il numero, nel suo complesso tra gli esseri.
Non mettiamo mano dunque a riferire al non essere né la quantità e nemmeno l'unità del numero.
OSPITE: E come potrebbe uno affermare, se non con la bocca, o abbracciare, soltanto con il pensiero, «i non esseri», o anche «il non essere», senza ricorrere al numero?
[Platone, ”Il Sofista"]

Platone
Platone ha criticato la concezione del non-essere assoluto di Parmenide, riconoscendo come assoluto solo l'essere. Nel Sofista, Platone parla del non-essere relativo, visto che, nota Platone, la proprietà della non-esistenza può avere senso solo in seguito all'affermazione dell'esistenza, mentre non è vero il viceversa, ovvero che l'esistenza di un'entità ha senso solo se è affermata la sua non-esistenza. Quindi dall'esistenza si può derivare la non-esistenza mentre non si può fare il processo inverso.

martedì 7 aprile 2020

Ad Angelo Mai: un invito all'abbandono. - STEP #07


Il campo semantico del nulla (e rispettivi riferimenti) è rintracciabile anche in composizioni poetiche, oltre che in testi in prosa. Un esempio, è tratto da un ulteriore componimento di Leopardi, dove, nel suo pessimismo cosmico, denuncia la nullità dell'uomo rispetto all'universo, e invita per questo ad abbandonare il proprio orgoglio, le proprie speranze, le proprie aspirazioni. Rappresentativi sono i seguenti versi estratti del componimento “Ad Angelo Mai”:

Oh te beato,
A cui fu vita il pianto! A noi le fasce
Cinse il fastidio; a noi presso la culla
Immoto siede, e su la tomba, il nulla.
 (Giacomo Leopardi – Ad Angelo Mai)


Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi: il mondo e il nulla. - STEP #06

Zibaldone di pensieri


E' molto probabile rintracciare il concetto di zero o nullità all'interno di un testo di narrativa.
Un eclatante e ricercato esempio potrebbe proprio essere ritrovato all'interno della raccolta di pensieri di Giacomo Leopardi, lo Zibaldone, dov'egli si interroga ampiamente anche su cosa ci attende dopo la morte, trovando soluzione al dilemma, ancora una volta, nel nulla:






Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale anche savio, ma più tranquillo, ed io stesso certamente in un'ora più quieta conoscerò, la vanità e l'irragionevolezza e l'immaginario. Misero me, è vano, è un nulla questo mio dolore, che in un certo tempo passerà e s'annullerà, lasciandomi in un vuoto, e in un'indolenza che mi farà incapace anche di dolermi. 
(Giacomo Leopardi – Zibaldone)

mercoledì 1 aprile 2020

ZERO REGOLE. ZERO PENSIERI. - STEP #05

Innumerevoli sono gli spot pubblicitari che fanno riferimento al concetto di “zero” o della nullità.


È particolarmente interessante, in questo spot della compagnia telefonica "Vodafone" del 2019, il nesso logico che si trova tra la vita dei bambini, priva di preoccupazioni e pensieri, e il pagamento rateale dell’economica tariffa telefonica, senza clausole e addebiti a sorpresa.

Di seguito il video completo dello spot: